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La tecnica dermoscopica

La metodica non-invasiva di elezione per la diagnosi differenziale delle lesioni pigmentate cutanee e del melanoma

La dermoscopia è una metodica diagnostica che consente la visualizzazione delle caratteristiche superficiali della cute.


La diagnosi clinica differenziale delle lesioni cutanee pigmentate costituisce da sempre una sfida per il medico specialista.

La dermoscopia ha aperto la conoscenza ad una nuova ed affascinante dimensione morfologica delle lesioni, incrementando notevolmente l'abilità diagnostica del melanoma e delle lesioni sospette. 


Questa metodica era già nota nella seconda metà dell'Ottocento e prevedeva l'utilizzo di un semplice microscopio dotato di una lente con ridotta capacità di ingrandimento e provvisto di un vetrino di contatto e di una lampadina a filamento incandescente in grado di illuminare la superficie cutanea.


Nel 1980, il gruppo di Peter Fritsch descrisse per la prima volta il reticolo pigmentato quale elemento di fondamentale importanza diagnostica nella nascente tecnica dermoscopica.

In seguito, furono gli autori austriaci Hubert Pehamberger, Andreas Steiner e Klaus Wolff che nel 1987  identificarono i criteri diagnostici dermoscopici e proposero il modello della “pattern analysis”, per distinguere secondo precisi attributi morfologici e cromatici le lesioni melanocitiche benigne da quelle maligne.


Nell'ultimo decennio, la metodica è stata notevolmente perfezionata, grazie alla progettazione di strumentazioni più sofisticate, ed è stata largamente trattata in letteratura. Recenti valutazioni statistiche hanno dimostrato come l'esame dermoscopico incrementi notevolmente l'accuratezza diagnostica delle lesioni pigmentate cutanee maligne. Attualmente l'esame dermoscopico permette non solo la diagnosi accurata di melanoma, ma consente soprattutto di evitare l'asportazione di nevi benigni.