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Dermoscopia del Melanoma

Aspetti clinici e dermoscopici del melanoma

Tipi istologici e crescita tumorale


I melanomi vengono convenzionalmente classificati in base alla modalità di crescita. Possono essere così distinti quattro tipi: il melanoma a diffusione superficiale (65%), il melanoma nodulare (25%), il melanoma tipo lentigo maligna (5%) ed il melanoma tipo acrale lentigginoso (5%). Il melanoma a diffusione superficiale, il melanoma tipo lentigo maligna e il melanoma tipo acrale lentigginoso sono poi classificati come tumori a modalità di crescita radiale, mentre il melanoma nodulare presenta una modalità di crescita prettamente verticale. Altre varianti della fase di crescita verticale sono rappresentate dal melanoma desmoplastico e dal melanoma tipo a deviazioni minime.


La crescita del melanoma può essere bifasica o monofasica. Il modello bifasico consiste in una fase di crescita iniziale (intraepidermica) orizzontale o radiale, seguita da una successiva fase di crescita verticale, che corrisponde all'infiltrazione del derma e dell'ipoderma. I melanomi che seguono il modello di crescita bifasico sono i melanomi a diffusione superficiale ed i melanomi tipo lentigo maligna. Molto spesso, anche i melanomi acrali lentigginosi seguono il modello di crescita bifasico. Il modello di crescita monofasico del melanoma consiste in una crescita esclusivamente verticale ed include sostanzialmente la forma di melanoma detta melanoma nodulare. Per la crescita displastica è stato suggerito un meccanismo autocrino di stimolazione, che agisce attraverso la secrezione di fattori di crescita peptidici endogeni, quali il fattore di crescita dei fibroblasti (bFGF), il fattore di crescita delle piastrine (PDGF), il fattore di crescita trasformante alpha (TGF-alpha) ed il TGF-beta o interleukina -1 (IL-1).


Il melanoma superficiale rappresenta i 2/3 del totale dei melanomi maligni. Solitamente asintomatico, viene spesso diagnosticato quando è più piccolo della lentigo maligna-melanoma e colpisce più comunemente le gambe nelle donne e il dorso negli uomini. Questo melanoma è di solito una lesione a placca, dai bordi irregolari infiltrati e rilevati, di colore marrone-bruno, con piccole chiazze eritematose, bianche, nere e blu e a volte con noduli di colore blu-nerastro. Si possono inoltre notare piccole incisure ai margini, insieme ad un'estensione o al cambio di colore. L'istologia rileva inoltre la presenza di melanociti atipici, con tipica invasione dermica ed epidermica. Il melanoma nodulare costituisce il 10-15% di tutti i melanomi maligni. Colpisce qualunque parte del corpo e si manifesta sotto forma di papula rilevata, scura, oppure di placca di colore variabile dal bianco perla al grigio, al nero. Occasionalmente, la lesione può contenere piccole quantità di pigmento o sembrare una neoplasia vascolare. Finché la lesione non si ulcera, il melanoma nodulare è asintomatico, tuttavia il paziente viene generalmente allertato riguardo la rapida crescita della lesione.


La lentigo maligna-melanoma deriva dalla lentigo maligna (lentigo pre-maligna di Hutchinson o melanoma maligno in situ). È localizzata al viso o in altre aree fotoesposte, solitamente in pazienti anziani come macule a forma irregolare, asintomatiche, di 2-6 cm di diametro, di colorito marrone o bruno, ricoperte da chiazze irregolari brune o nere, diffuse irregolarmente sulla superficie. Nella lentigo di Hutchinson, entrambi i melanociti benigni e maligni restano confinati all'epidermide; mentre, quando i melanociti maligni invadono il derma, la lesione è chiamata melanoma lentigo maligna e può metastatizzare.


Il melanoma acrale-lentiginoso, sebbene raro, è la forma più comune di melanoma nelle popolazioni di cute scura. Questo insorge a livello palmo-plantare e subungueale e presenta una caratteristica immagine istologica simile alla lentigo maligna-melanoma. I melanomi maligni si localizzano a livello della mucosa orale, nelle regioni genitali e nella congiuntiva. Il melanoma delle mucose (in special modo i melanomi in sede ano-rettale), risulta più comune nelle popolazioni non-bianche ed ha una prognosi infausta. Il termine melanoma in situ si riferisce allo stadio in cui la neoplasia è localizzata all'interno dell'epidermide, nell'epitelio dei follicoli piliferi e/o nei dotti escretori delle ghiandole sudoripare. Pertanto, non essendo presenti cellule melanocitarie maligne nel derma e non esistendo alcuna continuità con il plesso vascolare, il melanoma in situ non dovrebbe avere, almeno dal punto di vista teorico, potenziale metastatico.