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Il Melanoma

Epidemiologia delle Neoplasie Melanocitiche

Pur non essendo ancora del tutto conosciuti i fattori eziopatogenetici del melanoma, è ormai noto che le radiazioni ultraviolette solari giocano un ruolo centrale fra le cause di insorgenza di questa neoplasia. Le popolazioni più colpite sono quelle di origine caucasica, in cui l'incidenza del melanoma è direttamente correlata al tipo di carnagione (fototipo).

 

I soggetti a più alto rischio sono quelli caratterizzati da carnagione chiara (cosiddetti di fototipo I e II), che vivono in paesi più vicini all'equatore ed esposti, perciò, ad una maggiore quantità di raggi ultravioletti.

Un esempio che spicca su tutti è quello dell'Australia e della Nuova Zelanda, i paesi a più alta incidenza di melanoma nel mondo, in cui vivono soggetti per la maggior parte di origine anglosassone, gravati, a queste latitudini, da un maggiore danno attinico della cute.

Numerosi studi epidemiologici hanno inoltre rilevato un'evidente correlazione fra esposizioni solari acute-intermittenti ed il rischio di melanoma. Questa correlazione è diametralmente opposta a quella esistente nei confronti dei cosiddetti tumori cutanei non-melanoma, che si associano maggiormente alle esposizioni croniche e continue.

 

In altre parole, mentre i soggetti più esposti al rischio di epiteliomi squamocellulari e basocellulari sono coloro sottoposti ad attività lavorative all'aperto (contadini, marinai), con conseguente esposizione cronica ai raggi ultravioletti, i soggetti a maggior rischio di melanoma sono quelli che, per ragioni ricreative, si espongono al sole in maniera acuta ed intermittente.

 

E' particolarmente significativo il dato di una maggiore incidenza del melanoma nei soggetti che durante l'infanzia hanno subito numerose ustioni solari.

Questo argomento rappresenta oggi uno dei punti fondamentali nelle campagne d'informazione per la prevenzione primaria del melanoma.

 

In Italia

 

Nel periodo 1998-2002 il melanoma cutaneo ha rappresentato l'1,6% di tutti i tumori diagnosticati nel nostro paese fra gli uomini e il 2,1% di quelli diagnosticati nelle donne.

In termini di mortalità ha rappresentato lo 0,9% del totale dei decessi neoplastici negli uomini e l'1,0% nelle donne.

Ogni anno vengono in media diagnosticati 12,5 casi di melanoma cutaneo ogni 100.000 uomini e 13,1 ogni 100.000 donne.

 

Le stime per l'Italia indicano un totale di 3.143 nuovi casi diagnosticati fra i maschi e di 2.851 fra le femmine, mentre, per quanto riguarda la mortalità, nel 2002 si sono verificati 849 decessi per melanoma cutaneo fra i maschi e 633 decessi fra le femmine.

 

Il melanoma cutaneo è un tumore importante anche nelle classi d'età più giovani, infatti oltre il 50% dei casi viene diagnosticato entro i 59 anni.

Il rischio di avere una diagnosi di melanoma cutaneo nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) è di 8,4 per 1000 fra i maschi (1 caso ogni 119 uomini) e di 8,1per mille fra le femmine (1 caso ogni 123 donne), mentre il rischio di morire è di 1,9 per mmille fra i maschi e 1,1 per mille fra le femmine.

 

Esiste una notevole variabilità geografica nell'incidenza del melanoma cutaneo nel nostro paese con un evidente trend decrescente Nord-Sud.

I registri del Meridione infatti hanno tassi di incidenza fino a quattro volte più bassi rispetto a quelli dei registri delle aree del Centro-Nord Italia.

Come in molti paesi occidentali si è osservato nel corso degli ultimi anni un aumento notevole dell'incidenza: in Italia è quasi raddoppiata nel giro di dieci anni, mentre la mortalità è sostanzialmente stile.