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Metodi semplificati per la diagnosi del melanoma

Procedimenti analitici semplificati

La regola dell'ABCD


Negli anni 80 è stata introdotta nella pratica dermatologica la regola dell'ABCD, una formula mnemonica che riassume i 4 caratteri morfologici clinici più importanti per la diagnosi del melanoma

I suoi quattro punti significano:


  • Asimmetria,
  • Bordi irregolari,
  • Colore variegato,
  • Dimensioni maggiori di 5 mm. 
 

A questi è stato recentemente aggiunto un quinto criterio diagnostico denominato E, che indica la presenza di una storia evolutiva della lesione in esame.

L'insieme delle caratteristiche cliniche dell'ABCDE rappresenta tutt'oggi uno standard affidabile per la diagnosi del melanoma, in quanto consente di riconoscere un elevato numero di tumori cutanei da parte di  medici di medicina generale impegnati nello screening di base delle lesioni pigmentate.


Il limite di questa formula è la sua bassa specificità; numerosi nevi benigni possono essere erroneamente interpretati come melanomi ed  inutilmente asportati.

 

Questo metodo valuta la lesione attribuendole un punteggio calcolato nel seguente modo: l'asimmetria su un solo asse della lesione ha un punteggio pari a 1, su due assi ha un punteggio pari a 2. Il risultato di questa analisi viene poi moltiplicato per un fattore pari a 1,3.

Nel caso dell'analisi dei bordi, la lesione viene suddivisa in 8 sezioni mediante 4 assi ortogonali tra loro, dopodichè vengono valutati i bordi dove il reticolo o il colore si interrompe bruscamente invece di sfumare progressivamente. Ad ogni settore in cui l'interruzione del colore avviene bruscamente si assegna un punto e la somma dei punti viene moltiplicata per un fattore pari a 0,1.

Nel caso dell'analisi del colore il numero di colori presenti nella lesione viene moltiplicato per un fattore pari a 0,5.

Nel caso delle strutture dermoscopiche presenti all'interno della lesione, il numero di strutture rilevate (reticolo, globuli, punti, strie, ecc.) viene moltiplicato per un fattore pari a 0,5.

Il risultato dei singoli punteggi viene sommato per ottenere il punteggio totale.

Punteggi inferiori a 4,75 indicano una lesione benigna, valori compresi tra 4,75 e 5,45 indicano una lesione sospetta mentre valori superiori a 5,45 indicano la presenza di un potenziale tumore cutaneo.


7-point checklist 


La “lista dei sette punti” (Seven point checklist) è un metodo diagnostico ampiamente utilizzato nella diagnosi del melanoma. Le neoplasie maligne cutanee possono essere individuate con discreta certezza attraverso questo procedimento analitico. Tutti i melanomi riconosciuti presentano almeno uno dei sette principali criteri definiti da questo sistema.

Numerosi studi hanno confermato la sensibilità di questo metodo nella diagnosi del melanoma.

La sua praticità consiste nel fornire una coscenza pubblica delle caratteristiche visibili del tumore ed abbreviare così i tempi di attesa del consulto medico specializzato e per assicurare un intervento tempestivo ed approrpiato da parte del medico generale.


La valutazione dermoscopica denominata 7-Point Check List procede attraverso il calcolo di un punteggio secondo i seguenti criteri:

 
  • rete di pigmento atipica
  • velo blu-biancastro
  • pattern vascolare atipico
  • strie irregolari
  • pigmentazione irregolare
  • punti/globuli irregolari
  • strutture di regressione
 

Ad ogni criterio è stato assegnato, su base statistica, un punteggio indicativo della presenza del melanoma.

Un punteggio pari o superiore a 3 predispone alla diagnosi del melanoma.

3-point checklist

Recentemente, è stato proposto il 3-point checklist per consentire anche ai medici meno esperti di diagnosticare il maggior numero di melanomi possibile (anche se con una diminuzione della specificità). Si tratta di un metodo semplificato basato sulla valutazione di soli 3 criteri dermoscopici:

 
  • asimmetria della lesione
  • presenza di reticolo pigmentato atipico
  • presenza di strutture bianco-blu.